EX CHIESA DI SAN MATTIA  (visitabile) In corso Mostra Stragedia di Nino Migliori  - ingresso gratuito

Via Sant'Isaia, 13 Bologna          orari: venerdì e sabato dalle 20 alle 22, domenica dalle 18 alle 20


TORRE JUSSI (attualmente non visitabile)
località Serra Sarzana, Rocca di Roffeno
Castel d'Aiano (Bo)
 

EX CHIESA DI SAN BARBAZIANO (attualmente non visitabile)
Via Cesare Battisti, 35 Bologna

 

Contatti

tel. 0514209433

fax 051251368

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

EX CHIESA DI SAN MATTIA

 

Ex Chiesa di San Mattia

 

Iniziata nel 1575, su disegno di Antonio Morandi, la chiesa di San Mattia è generalmente attribuita a Pietro Fiorini, che rimaneggiò il progetto del Terribilia fino a darle l’attuale assetto architettonico, tra il 1580 ed il 1584. Essa è annessa all’adiacente Convento delle Domenicane e prospetta con la semplice facciata sulla via Sant’Isaia, perfettamente inserita nel tessuto urbano grazie al portico posto in continuità con quello degli edifici vicini. Era considerata una sorta di pinacoteca all’aperto vista la presenza di tele di Tintoretto, Guido Reni e Innocenzo da Imola. La chiesa ha impianto planimetrico con vasta aula a navata unica con 4 cappelle per lato e abside poco profonda introdotta da un grande arco trionfale. La navata è illuminata da ampie aperture rettangolari con arco ribassato distribuite lungo l’alzato centrale ed in facciata. L’aspetto fastoso e spettacolare dell’interno si deve ad un “rimodernamento” dell’apparato ornamentale e pittorico operato verso la metà del Settecento dal “quadraturista” Pietro Scandellari e degli artisti Nicola Bertuzzi e Tertulliano Taroni, secondo la Scuola dei Bibiena, con l’utilizzo del trompe d’oeil per le parti riguardanti raffigurazioni architettoniche. Nel 1799, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi voluta dal governo napoleonico, la chiesa di San Mattia fu isolata dal convento, sconsacrata e ridotta a magazzino. L’importante apparato decorativo settecentesco è andato in parte perduto in seguito alla devastazione ambientale dovuta all’abbandono e da scellerate destinazioni d’uso succedutesi negli anni. Il restauro, iniziato nel 1981 e concluso nel 1994 a totale carico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha rimesso in luce quanto restava di stucchi ed affreschi, riportando alla luce una significativa testimonianza architettonica del tardo ‘500 ed il suo pregevole apparato pittorico. Gli spazi della chiesa sono a disposizione per ospitare eventuali iniziative.

 

BO SanMattia

 

MISSION: Chiesa conventuale femminile delle Monache di Santa Maria del Monte, il complesso religioso di via Sant'Isaia godette di grande prestigio in città, dovuto anche al fatto che l'immagine della Beata Vergine di San Luca vi si fermava due giorni durante la sua annuale processione. Oggi sede di convegni ed eventi, è destinata a divenire la sede di raccolta delle testimonianze immateriali della cultura monastica femminile regionale.

 

 

TORRE JUSSI

 

torre1

 

Torre Jussi è un complesso storico-artistico di rilevante interesse.
La località prende il nome dalla famiglia Jussi, antica cassata bolognase, proprietari della casa-torre già nel '700. L'edificio principale risale al '600, ed è costituito da diversi corpi di fabbricati, rimaneggiati nel XVII secolo, collegati ad una massiccia Torre che presenta pregevoli finestre in arenaria.

Il complesso, di straordinaria valenza monumentale e paesaggistica, con parco, campagna e Oratorio dell’Annunziata risalente all'inizio del Settecento, è pervenuto per lascito testamentario, nel 1960, alla Soprintendenza di Bologna che ha curato vari interventi di restauro e manutenzione.

Attualmente è possibile accedere alla parte esterna della casa-torre.

 

 

EX CHIESA DI SAN BARBAZIANO

 

Ex Chiesa di San Barbaziano

 

La chiesa di San Barbaziano è una chiesa sconsacrata di Bologna che sorge all'incrocio tra via Barberia e via Cesare Battisti. Fu costruita tra il 1608 e il 1612 da Pietro Fiorini per sostituire la vecchia chiesa del convento omonimo ritenuta ormai inadatta alle nuove esigenze di culto definite dal Concilio di Trento. È composta da un'unica navata sulla quale si affacciano otto cappelle laterali (quattro per lato) alcune delle quali facenti parte della chiesa originaria e inglobate nella nuova costruzione.

A seguito delle guerre napoleoniche nel 1797 la chiesa e il relativo convento furono espropriati e venduti a privati che trasformarono la chiesa in magazzino e la spogliarono del suo contenuto. Nel 1870 la proprietà passò al Demanio militare che continuò ad usarla come deposito, costruendo anche un soppalco per sfruttare meglio lo spazio. A causa del lungo periodo di utilizzo improprio, gran parte delle decorazioni è scomparso e l'edificio si trova in un cattivo stato di conservazione.

Negli ultimi anni la proprietà è passata alla Direzione Musei dell'Emilia Romagna che insieme al Segretariato Regionale ne sta curando la messa in sicurezza ed il restauro.