MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI SARSINA TEMPORANEAMENTE CHIUSO
Via Cesio Sabino, 39 Sarsina (Fc)
0547 94641
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari di apertura

Orario invernale
dal 16 settembre al 14 giugno:

da martedì al giovedì dalle ore 8,30 alle 14.00,

venerdì, sabato e prima domenica del mese: dalle ore 13.30 alle 19.00

Le altre domeniche: dalle ore 8,30 alle 14.00

 

Orario estivo
dal 15 giugno al 15 settembre:

Martedì e venerdì: dalle ore 8,30 alle 14,00

Mercoledì, giovedì, sabato e domenica: dalle ore 13,30 alle 19,00.

Il servizio biglietteria e l'accesso al pubblico cesseranno trenta minuti prima della chiusura.

Chiuso tutti i lunedì non festivi, Capodanno e Natale

chiusura biglietteria e ultimo ingresso 30 minuti prima degli orari indicati

per visite guidate è obbligatoria la prenotazione ( tel. 0547.94641)

Si comunica che questo istituto s'impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali previsti dal D.M. del 30 giugno 2016, in attesa che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio.

Ingresso

intero € 3,00

agevolato € 2,00 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni

gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni.

sono previste ulteriori agevolazioni per l'ingresso

 

Accessibilità

accessibile a persone con disabilità motorie

 

Servizi

sale per mostre, conferenze e convegni

 

Carta della qualità e dei servizi

Scarica il documento (aggiornato a ottobre 2017)

 

 

 

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI SARSINA

Clicca qui per guardare il video di presentazione del Museo

A 07 a min

 

Fondato nel 1890 è fra i più ‘antichi’ musei archeologici della regione ed ha conosciuto, lungo un secolo di vita, esperimenti e trasformazioni, fino all’assetto odierno di piena valorizzazione dei grandi monumenti sepolcrali d’epoca romana che caratterizzavano l’antica città di Sarsina (riscoperti gradualmente negli scavi ripetuti nella necropoli di Pian di Bezzo, e finalmente ricomposti in museo).

 

IMG 1215 min

 

Occupa un edificio ampliato a più riprese da una fase originaria ottocentesca, e si trova al centro della cittadina che ricalca nel perimetro l’antica civitas romana di Sassina, nota per aver dato i natali  verso il 254 a C. al celebre commediografo latino Plauto. Tutti i reperti esposti provengono da scavi e ritrovamenti: le collezioni si sono formate gradualmente a seguito dei primi rinvenimenti di pietre ed iscrizioni, tracciati a partire dal secolo XVI, ad opera di eruditi e studiosi locali. Al XIX secolo, e soprattutto nel primo tratto del ‘900, risalgono gli scavi sistematici nella zona della Necropoli sulla sponda destra del fiume Savio detta di Pian di Bezzo (per la conformazione assunta dal luogo a seguito di frane e depositi alluvionali), che hanno portato alla scoperta di numerosi monumenti sepolcrali di varia pezzatura, culminanti nei grandi mausolei (sul tipo di quello famosissimo di Alicarnasso), di Obulacco, Virginio Peto e Rufus (quest’ultimo alto quasi 14 metri ha richiesto la costruzione di un edificio apposito). Il percorso si snoda in sette sale al pian terreno –dedicate alla collezione ottocentesca, alla necropoli e alla città- e cinque sale nel piano superiore –dedicate alla preistoria, ai corredi funerari ed alle domus cittadine-.

 

RUFUS A min  Attis 4 min  Sarsina 1 min

 

Oltre le stele che, nelle iscrizioni dedicatorie, raccontano veri brani di storia e vita romana, molti sono i reperti scultorei di valore artistico eccellente, ma fra i pezzi unici della collezione sono i grandi pavimenti a mosaico figurati come il Trionfo di Dioniso o l’Ercole ebbro provenienti da due grandi domus della città romana. Quindi fra gli oggetti: una bellissima tazza di vetro multicolore (miracolosamente intatta da uno scavo) o il bronzo con il ratto di Europa, o ancora i bellissimi corredi di ceramiche invetriate da desco, tipiche dell’area medio-adriatica.